"Anche le Statue Muoiono" Mostra prorogata fino al 06.01.2019

"Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo" Museo Egizio. MOSTRA PROROGATA FINO AL 6 GENNAIO 2019.

L'esposizione nata dalla riflessione di quattro Istituzioni - Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali, Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino - è incentrata sul tema della distruzione e della conservazione del patrimonio archeologico e artistico con particolare attenzione ai recenti conflitti vicino-orientali, e si sviluppa attraverso la presentazione di significative opere d'arte antiche e contemporanee. La mostra presso la sede del Museo Egizio (Via Accademia delle Scienze n. 6 - Torino) è stata prorogata fino al 06.01.2019.

Orari: lunedì 09.00-14.00 / venerdì-domenica 09.00-18.30

Per informazioni, prenotazioni e visite guidate: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. e www.museoegizio.it (011.440.69.03)

 

 

 

Karakorum 2020. A community project


Per il CRAST, il 2018 ha segnato l'apertura di un nuovo fronte di ricerca e formazione grazie alla firma del Memorandum of Understanding con il Museo di Karakorum e l'Università Statale di Ulaanbaatar, siglato a Kharkhorin (Mongolia) il 20 agosto 2018. Il progetto condiviso da CRAST e controparti mongole si pone l'obiettivo di valorizzare lo straordinario patrimonio storico-archeologico dell'area di Kharkhorin attraverso una serie di interventi volti a supportare le realtà museali del territorio e a diffondere presso la comunità locale i risultati della ricerca archeologica.

La prima azione concordata mira ad avvicinare il pubblico più giovane alle collezioni del Museo di Karakorum attraverso la programmazione di una serie di laboratori didattici da proporre alle scuole del territorio. Alla costruzione del primo di questi laboratori didattici - dedicato alla produzione a matrice di manufatti in argilla - è stata dedicata la sessione teorico-pratica di formazione svoltasi lo scorso agosto nel Museo di Karakorum. La sessione ha visto impegnati nel ruolo di formatori un'archeologa del CRAST e uno scultore/ceramista del Museo della Ceramica di Mondovì, nel ruolo di partecipanti i dipendenti del Museo, alcune insegnanti e assistenti sociali operanti nelle scuole di Kharkhorin e i rappresentanti locali dell'Unesco.

 

Simposio "Anche le Statue Muoiono"

Torino, 28-29 maggio 2018

Nei giorni lunedì 28 e martedì 29 maggio 2018 a Torino si terrà la conferenza internazionale intitolata "Statues Also Die. Destruction and Preservation in Ancient and Modern Times".

L'evento si svolgerà presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo il giorno 28 maggio e presso la Cavallerizza Reale il giorno 29; è organizzato dal Museo Egizio, dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, dai Musei Reali e dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Questo simposio, interamente in inglese, è parte del progetto espositivo dal titolo "Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo", visitabile presso il Museo Egizio fino al 09 settembre 2018. Nel corso della conferenza avrà luogo un confronto tra studiosi di diverse discipline, incentrato sui fenomeni di distruzione e sulle strategie di conservazione del patrimonio artistico e archeologico in età antica e contemporanea, affrontato attraverso un approccio contemporaneamente archeologico, storico, antropologico, museologico e sociologico.

Il Prof. C. Lippolis parteciperà al simposio il giorno 29 maggio con un intervento incentrato sulla storia del Museo di Baghdad e sul complesso rapporto tra l'aspetto politico e propagandistico e la valorizzazione del patrimonio culturale nel moderno Iraq ("Birth, Fall and Renaissance of the Iraq Museum in Baghdad: Politics and Propaganda vs. Archaeology and Heritage Enhancement in Modern Iraq").


Per maggiori informazioni sul programma: Download [PDF]


Per la registrazione: clicca qui


 

 

 

 

Capitale delle steppe. Immagini dagli scavi di Karakorum in Mongolia

Conferenza e inaugurazione dell'esposizione fotografica giovedì 26 aprile ore 18.00 al Museo d'Arte Orientale di Torino (MAO).

Chi dominava "la foresta di Otukan", come veniva chiamata la valle ai tempi di Genghis Khan, possedeva il lustro dell'autorità e la fortuna del destino, e poteva governare dal centro del mondo un nuovo impero egemone nel mondo delle steppe. Così nasce la città di Karakorum e tre secoli dopo, nel 1585-86, Erdene Zuu, il più grande monastero buddhista della Mongolia, proprio nei pressi dell'antica capitale.

L'esposizione è realizzata dal MAO e dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia (CRAST) in collaborazione con il Museo di Kharakhorum, grazie al supporto delle Missioni Consolata Onlus nell'ambito del Patto di Collaborazione tra la Città di Torino e la Città di Kharkhorin.

All'inaugurazione interverranno Marco Biscione Direttore MAO, Carlo Lippolis Presidente CRAST, Dolgormaa Dashtseerev capo gabinetto della Città di Kharkhorin, Erdenebat Ulambayar Professore di Archeologia all'Università di Ulaanbaatar, Tsambagarav Jamiyangarav del Museo di Kharakhorum.

L'esposizione sarà visitabile sino al 3 giugno 2018 MAO Via San Domenico n. 11 - Torino.

 

 

 

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A banchetto con gli eroi


E' stato pubblicato il libro "A banchetto con gli eroi. La mobilia in avorio della Casa Quadrata a Nisa Partica", di N. Manassero (con contributi di G. Affanni e C. Lippolis): nato dal progetto di ricerca finanziato dalla Shelby White & Leon Levy Foundation nel 2012, è la pubblicazione di un gruppo di avori di epoca partica, rinvenuti nel corso degli scavi sovietici della fine degli anni '40 a Nisa Vecchia (attuale Turkmenistan). Si tratta di gambe di sedie, troni, mobili o letti, di dimensioni che variano dai 5 ai 70 cm di lunghezza, lavorati prevalentemente al tornio, quasi del tutto privi di decorazioni figurate. Già noti alla comunità scientifica da oltre 60 anni, ma mai adeguatamente pubblicati (un unico breve articolo in lingua russa, datato al 1962, ebbe scarsa circolazione al di fuori dei Paesi russofoni), questi materiali portano oggi nuovi spunti di riflessione sul loro contesto di utilizzo e sull'ideologia arsacide.