Sulle sponde del Tigri. Suggestioni dalle collezioni archeologiche del MAO: Seleucia e Coche.

Torino, 20 settembre 2019 – 12 gennaio 2020


Nei lunghi secoli intercorsi tra l’impresa di Alessandro Magno e l’avvento dell’Islam, gli orizzonti del mondo conosciuto si dilatarono come mai prima d’allora. In quel mondo nacquero le città così come le concepiamo oggi, luoghi d’interrelazioni complesse e centri d’attrazione gravitazionale di una rete connettiva capillare e pervasiva, che univa il Mediterraneo alla Cina. In uno dei punti più nevralgici di questa rete globale, la Mesopotamia centrale, attraverso il quale si raggiungevano il Golfo e la Via della Seta, furono fondate capitali d’importanza e dimensioni ineguagliate, in un processo altrove non documentato, che culminò con la fondazione abbaside di Baghdad. La prima capitale fondata in quel luogo fu, alla fine del IV secolo a.C., Seleucia al Tigri, la metropoli d’Asia, estesa quanto Torino nel Settecento, alla quale seguì, sull’altra sponda del fiume, la mitica Ctesifonte, poi integrata con la città rotonda di Veh Ardashir (o Coche) nel III sec. d.C. Questi due poli d’attrazione sulle sponde opposte del Tigri rivaleggiarono e prosperarono per secoli, alternandosi nel reggere le sorti di imperi che furono la controparte di Roma. Non esistono in Europa collezioni di reperti archeologici provenienti da Seleucia e Coche, ad eccezione di quella oggi al MAO, giunta nella nostra Città a seguito delle ricerche condotte dal Centro Scavi di Torino. Nel mondo, solo il Kelsey Museum di Ann Arbor (MI) e l’Iraq Museum di Baghdad vantano collezioni analoghe. Questa mostra, immaginata nell’ambito del progetto Collezioni (in)visibili, è una delle rare occasioni offerte al grande pubblico di confrontarsi con la storia di quelle grandi e poco conosciute città, e dei Torinesi che le hanno riscoperte.

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