Mnème


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Documenti, culture, storia del Mediterraneo e dell'Oriente Antico

Direttore: Antonio Invernizzi

La collana, fondata da Giorgio Gullini e Antonio Invernizzi per le Edizioni dell'Orso di Alessandria, ospita saggi monografici su vari temi riguardanti la cultura antica, dall’Oriente mesopotamico ai paesi del Mediterraneo, e sulla lettura interpretativa delle testimonianze antiche grazie ai moderni metodi di indagine. Scienze applicate ai beni culturali e ricerca tradizionale si fondono in Mnème al fine di offrire un contributo alla ricostruzione storica del passato.


  • In viaggio per l’Oriente. Le mummie, Babilonia, Persepoli

    PIETRO DELLA VALLE
    In viaggio per l’Oriente. Le mummie, Babilonia, Persepoli, Ed. INVERNIZZI A. (Mnème, 1), Alesndria 2001, , p. 270, tav. fuori testo b/n 35.

    Il volume propone l’edizione di un manoscritto inedito di Pietro della Valle, viaggiatore del XVII secolo, che ha lasciato memoria delle sue “visite archeologiche” in alcune località dell’Iran, dell’Egitto e della Mesopotamia. Attraverso la sua piacevole narrazione si ripercorrono così alcune famose località storiche lette con gli occhi e con il gusto dell’avventura tipiche del gusto erudito del Seicento.



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  • Gli edifici arcaici del Santuario delle divinità ctonie di Agrigento. Problemi di archeologia e di architettura

    ZOPPI C.
    Gli edifici arcaici del Santuario delle divinità ctonie di Agrigento. Problemi di archeologia e di architettura, Ed. INVERNIZZI A. (Mnème, 2), Alessandria 2001, p. 166, fig. 125 b/n nel testo.

    Nel volume sono esaminate le strutture del santuario delle divinità ctonie di Agrigento, pubblicate da Pirro Marconi nel 1933 e attribuite tutte all’età arcaica e classica. La chiave di lettura è quella dell’analisi delle tecniche costruttive. Viene riconosciuta una fase di riedificazione sia di alcuni edifici sacri e altari del santuario sia del tempietto a sud-ovest dell’Olympieion, databile a un periodo successivo (IV-III secolo) alla distruzione della città ad opera dei Cartaginesi nel 406 a.C.



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  • Seleucia al Tigri. Le impronte di sigillo dagli Archivi

    INVERNIZZI A. (Ed.)
    Seleucia al Tigri. Le impronte di sigillo dagli Archivi, texts by BOLLATI A., MESSINA V., MOLLO P. (Mnème, 3, Missione Italiana in Iraq, II), Alessandria 2004, vol. I (p. 131, tav. 67 b/n, 16 a colori)- II (p. 190, tav. 83 b/n, 12 a colori) – III (p. 222, tav. 119 b/n, 12 a colori).

    L’opera, in tre volumi, costituisce un corpus delle principali iconografie rinvenute sulle oltre 25000 sigillature in argilla scoperte a Seleucia al Tigri dalle missioni del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino tra il 1967 e il 1972. La pubblicazione rappresenta un catalogo assolutamente necessario per studiare nel dettaglio sia l’iconografia delle sigillature, sia il problema delle pratiche archivistiche e del funzionamento degli archivi, di cui lo scavo di Seleucia ha portato alla luce uno dei documenti più significativi del mondo ellenistico.



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  • Insediamenti celtici e romani in una terra di confine.

    PANERO E.
    Insediamenti celtici e romani in una terra di confine. Materiali per un Sistema Informativo Territoriale nel Verbano-Cusio-Ossola tra culture padano-italiche e apporti transalpini, Ed. INVERNIZZI A. (Mnème, 4), Alessandria 2003, p. 451, tav. fuori testo 28 b/n.

    Il volume riguarda un’indagine storico-archeologica del Verbano-Cusio-Ossola in relazione allo studio sistematico del suo territorio. Il territorio conserva infatti elementi concreti che permettono di recuperare dati su tipologie insediative, modalità di antropizzazione, differenziazioni culturali e socio-economiche, permettendo di rispondere a problematiche basilari, quali le trasformazioni del paesaggio ad opera dell’uomo, i movimenti demografici, l’evoluzione della maglia degli insediamenti - con i relativi fenomeni di abbandono, continuità di vita e nuove fondazioni – in un’area “periferica” dell’impero romano ma non per questo marginale nella storia del popolamento antico.



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  • Il Genio Vagante. Viaggiatori alla scoperta dell'Antico Oriente

    INVERNIZZI A. (Ed.)
    Il Genio Vagante. Viaggiatori alla scoperta dell'Antico Oriente, (Mnème, 5), Alessandria 2005, p. XIII + 608, figure 294 b/n.

    La riscoperta dei monumenti dell’antico Oriente è opera dei viaggiatori che dal Medioevo frequentarono per svariati motivi gli itinerari mesopotamici e iraniani. Le impressioni e descrizioni pubblicate nelle relazioni di viaggio e l’esame delle illustrazioni che le accompagnano, prima dello sviluppo della moderna ricerca antiquaria negli ultimi decenni del Settecento, sono altamente significative delle difficoltà di comprensione dei siti, dei monumenti e delle iconografie per le quali la tradizione classica o biblica non forniva le corrette chiavi interpretative.
    Il volume è un’antologia esaustiva dei passi relativi alle località archeologiche della Mesopotamia e dell’Iran occidentale tratti da queste relazioni di viaggio, accompagnati del relativo corredo illustrativo e da una scelta dei documenti elaborati dai geografi e cartografi contemporanei, affrontati a una antologia di passi delle opere dei più importanti geografi arabi e persiani.



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  • Antropologia di una popolazione rurale.

    RUMERIO E. (Ed.)
    Antropologia di una popolazione rurale. I resti umani della pieve di San Giovanni di Mediliano a Lu, texts by contributi di DEMEGLIO P., MICHELETTI CREMASCO M., RUMERIO E., (Mnème, 6), Alessandria 2006, p. 142, tav. 67 b/n e 1 a colori nel testo.

    Lo studio antropologico degli inumati rinvenuti nella pieve di Mediliano è condotto attraverso la ricerca sistematica di tutti i caratteri biologici riconducibili agli aspetti paleo-demografici, allo stato di salute ed alle strategie di sussistenza. Il lavoro costituisce una occasione di indagine che concorre ad integrare l’analisi dei manufatti al fine di una corretta ed integrale ricostruzione storica di una popolazione umana del passato.



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  • Da Terravecchia di Grammichele a Occhiolà.

    BARRA BAGNASCO M. (Ed.)
    Da Terravecchia di Grammichele a Occhiolà. Archeologia di un insediamento della Sicilia centro-orientale: campagne di scavo 2000-2001, Ed. INVERNIZZI A. (Mnème, 7), Alesandria 2006, p. LXIII + 508 con 115 ill. b/n, tav. 20 b/n.

    Il volume presenta i risultati delle indagini sistematiche condotte nell’antico centro di Terravecchia di Grammichele (CT), ubicato lungo la Valle dei Margi, dove è stato possibile delineare le caratteristiche assunte da un sito indigeno a contatto con il mondo greco. La documentazione relativa al centro, già noto per rilevanti rinvenimenti di carattere sacrale e funerario, si arricchisce di importanti testimonianze che si distribuiscono tra l’età arcaica e il periodo ellenistico. L’analisi dell’occupazione comprende anche alcune scoperte relative al centro medievale di Occhiolà, distrutto dal devastante terremoto del 1693.



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  • Ambrogio Bembo. Il viaggio in Asia (1671-1675) nei manoscritti di Minneapolis e di Bergamo

    INVERNIZZI A. (Ed.)
    Ambrogio Bembo. Il viaggio in Asia (1671-1675) nei manoscritti di Minneapolis e di Bergamo, (Mnème, 8), Alessandria 2012, p. XXIV-496.

    Il volume presenta, confrontandole, le due relazioni manoscritte – rispettivamente conservate nella James Fords Bell Library dell’Università del Minnesota a Minneapolis e nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo - del viaggio che dal 1671 al 1675 portò il giovane patrizio veneziano Ambrogio Bembo a visitare diversi paesi dell’Asia. Per rendere immediatamente percepibili al lettore le differenze che sussistono fra i due manoscritti, le due diverse versioni del diario vengono riportate su due colonne che scorrono parallele.



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  • Μνημεῖον. Scritti in onore di Paolo Fiorina

    INVERNIZZI A. (Ed.)
    Μνημεῖον. Scritti in onore di Paolo Fiorina, (Mnème, 9), Alessandria 2013, p. VIII-292, con numerose illustrazioni b/n nel testo.

    Il volume raccoglie contributi in onore di Paolo Fiorina, archeologo mititante per il Centro Scavi e docente di Archeologia Fenicio-Punica presso l’Università di Torino, prematuramente scomparso nel 2011. Formatosi partecipando alle attività della missione di Seleucia al Tigri e Veh-Ardashir, Paolo Fiorina ha avuto la responsabilità di importanti cantieri di scavo nell’ambito dei progetti Hamrin e Kifrin per poi assumere la direzione degli scavi di Eski Mosul e di Nimrud. La sua attività di ricerca si è concentrata in prevalenza su aspetti legati alla preistoria mesopotamica e all’età neoassira.



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